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Editoriale Don G.



Si Ricomincia!!! Presto si aprono le porte del Movimento. Ammesso che si siano chiuse! Freme la preparazione per il nuovo anno, per i nuovi obiettivi e le aspettative alimentate in questa calda ed entusiasmante estate. A tutti i ragazzi del Movimento un invito a rimboccarsi le maniche... E abbandonare il tedio estivo!!!


Storia del Movimento
La storia del movimento PDF Stampa E-mail

 

 

Sebbene ufficialmente il Movimento Giovanile Macchitella (M.G.M.) sia nato nel luglio del 2007, le sue radici sono state poste già a partire dal 2004 nella parrocchia di S. Giovanni Evangelista a Gela.

 

Gli Inizi: La nascita del Centro Giovanile

 

L’M.G.M. nasce dalla volontà dei ragazzi del quartiere di promuovere una cultura cristiana che abbia un notevole impatto sul territorio e sul tessuto sociale della civiltà, diffondendo un messaggio, o meglio uno “stile di vita” fresco e alternativo con una chiara impostazione cattolica.

Nel 2004 nella parrocchia di S.Giovanni Evangelista non era presente nessuna realtà giovanile, sebbene l’Istituto Sr. Teresa Valsè gestito dalle figlie di Maria Ausiliatrice portasse avanti già da parecchi anni l’attività estiva del Grest. Con l’arrivo di Don Giuseppe Fausciana nella parrocchia, venne creato il primo gruppo giovanile della città, radunando tutti i ragazzi in età di liceo che fossero interessati alla proposta formativa. Non era un gruppo vero e proprio, soltanto un gruppo di ragazzi che aveva detto “si” alla proposta del Don una domenica come tante a messa.

Il sacerdote, avvalendosi della collaborazione di alcuni formatori della parrocchia, cominciò il percorso di formazione con il gruppo dei ragazzi nell’ottobre del 2004. L’obbiettivo principale dei primi mesi della formazione consisteva nel creare un gruppo ben amalgamato di individui, di favorire l’accoglienza e l’ospitalità a qualsiasi ragazzo che fosse interessato a far parte del piccolo centro nascente. Per far questo, i formatori si avvalevano di tecniche di animazione e dinamiche sulla fiducia, l’amicizia, aiutando i membri del gruppo ad uscire fuori la propria personalità, a farsi conoscere dagli altri. Inoltre, il gruppo organizzava diverse uscite, scampagnate e gite per amalgamare il gruppo e creare affiatamento tra i suoi membri.

 

 

Accoglienza, impegno e costanza: l’ I Care di Don Milani e il Grest


In un secondo momento venne introdotto il concetto di “I Care”, tematica basata fortemente sulla formazione e il lavoro di Don Lorenzo Milani.L’ “I Care” promuove l’impegno e la costanza in tutte le attività quotidiane, soprattutto quelle di maggior interesse, cosicché il ragazzo, quando è motivato a portare avanti un determinato compito o progetto, ha interesse nel vederlo compiuto al meglio. Da qui nasce l’esigenza di un protagonismo chiaro e marcato in cui può emergere una personalità vivace, decisa e intraprendente, che non ha paura del giudizio degli altri e non si lascia influenzare dai propri coetanei ma và avanti per ciò in cui “crede” (sebbene il termine sia ancora usato in maniera molto impropria).

Sulla falsariga dell’ “I Care” viene improntata tutta la formazione invernale del neonato Centro Giovanile di Macchitella: se un individuo ha interesse nel portare avanti un compito, lo fa con costanza e diligenza, anche con sacrificio e a qualsiasi costo. Tutto ciò continuando  rafforzare le tematiche già trattate della disponibilità e dell’accoglienza verso l’altro. Per tutto il periodo invernale, i ragazzi presero parte a dei “ritiri spirituali” organizzati dai formatori, veri e propri momenti di fratellanza lontani dalla città, un’intera giornata passata solamente in compagnia degli altri membri del gruppo, dove si poteva rafforzare la formazione del sabato e condividere un’Eucaristia insieme.

L’Estate del 2005 segnò una svolta importante e decisiva per i ragazzi del Centro: per la prima volta si confrontarono con l’esperienza estiva del Grest. Lasciati da parte i freddi saloni invernali dove si faceva formazione, era giunta l’ora di mettere in pratica tutto ciò di cui avevano discusso per tanti mesi. Solo che la vera scommessa era appena iniziata, poiché per la prima volta i destinatari dei concetti di accoglienza, ospitalità e impegno erano proprio i soggetti più delicati della società, cioè i bambini. Per tutto il mese di maggio e giugno, prima dell’inizio delle attività estive, il sacerdote fece delle lunghe riunioni sull’approccio da utilizzare con i bambini, poiché da quel momento in poi la formazione diveniva pratica, e si concretizzava nell’abbraccio o nello sguardo di un bambino. Venne introdotto il concetto della “co-educazione”, che sarebbe successivamente diventato uno dei pilastri della formazione del successivo movimento giovanile. Secondo tale concetto, ciascun giovane può aiutare un “fratello” più piccolo nel proprio percorso di crescita con le competenze che egli ha già acquisito nella propria esperienza. Così, per citare uno degli esempi più immediati e pratici, un ragazzo di prima superiore può aiutare un ragazzo di prima media a svolgere i compiti per casa, oppure un ragazzo abile nel calcio può insegnare nel proprio tempo libero ad un suo fratello più piccolo come dare due calci ad un pallone. Si fondavano le basi dei successivi laboratori sportivi, artistici e ricreativi del movimento.

Così, per tutto il periodo estivo, i ragazzi si videro impegnati nei laboratori e nelle attività del Grest. Fu un periodo molto intenso, pieno di emozioni ma soprattutto di verifiche. Per la prima volta, infatti, i ragazzi si videro costretti a confrontarsi con le proprie motivazioni, a verificare il proprio impegno e la propria costanza di fronte agli impegni e alle tante parole dette durante i mesi invernali. Alcuni cedettero, ma molti altri continuarono ad andare avanti.

 

La svolta formativa: dall’I Care all’Io Credo nel volto di Gesù Cristo


Nel Settembre del 2005, alla riapertura del centro giovanile, si venne a costituire un altro gruppo formato dai “bambini” di 12-13 anni che avevano partecipato alle attività estive del grest, mentre il Gruppo Giovanile dell’anno prima continuava il suo percorso formativo in direzione sempre più decisa.

Dall’ “I Care” infatti, ormai superato e messo letteralmente in pratica durante l’attività estiva, si passò all’ “Io Credo”. Non più una semplice adesione a un impegno in quanto tale, ma a una proposta di fede autentica e precisa.

Venne introdotta la figura di Gesù Cristo, come figura storica, come presenza reale nella vita di tutti i giorni. Si partì dalla domanda fondamentale: Chi è Gesù Cristo?

 



Ultimo aggiornamento Domenica 21 Dicembre 2008 23:51
 

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